Tumore al seno: c’è una relazione con l’attività fisica?

Un progetto condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dall’Ospedale di Urbino e dall’Università di Urbino Carlo Bo sarà sperimentato su un campione di 180 pazienti, per verificare quanto l’attività fisica praticata in modo costante possa incidere sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza al seguito di un tumore mammario.

Il tumore al seno è sempre più diffuso. Nel mondo, lo scorso anno, sono stati registrati più di due milioni di casi, e si stima che nel 2050 saranno più di 3 milioni. Contrariamente a ciò che si pensa, questo tumore può colpire anche la mammella degli uomini, anche se più di rado. Ogni anno, infatti, a circa 500 pazienti di sesso maschile viene diagnosticato questo tumore.

Nonostante il numero di casi è costantemente in aumento, anche i tassi di sopravvivenza lo sono. Infatti, i progressi della medicina e la diagnosi precoce fanno sì che siano sempre di più i pazienti a sopravvivere dopo l’intervento di rimozione del tumore. Il problema è anche la qualità della vita post-operatoria, dato che interventi di questo tipo richiedono anche chemioterapia, radioterapia e terapie ormonali, che causano effetti a lungo andare molto pesanti.

L’attività fisica migliora la vita dopo l’operazione?

A seguito dell’intervento, i pazienti lamentano altre problematiche come la depressione, l’ansia, la fatica e l’affaticamento cronico. Secondo alcuni studi, condurre uno stile di vita sano aiutare ad alleviare tali sintomi, inoltre riduce il rischio di mortalità e di recidive. Al contrario, uno stile di vita sedentario rischia di aggravare tutti questi problemi. Circa il 70% dei pazienti oncologici, però, ha affermato di non praticare attività dopo l’intervento.

Inoltre, anche una sana alimentazione può essere un valido aiuto per una ripresa salutare delle condizioni fisiche post intervento. L’obesità, infatti, è strettamente correlata al cancro e al rischio di recidiva.

Il progetto “movimento e salute oltre la cultura”

Proprio su questi presupposti è nato il progetto moviS, movimento e salute oltre la cultura. L’obiettivo del progetto, che include università, presidi ospedalieri ed associazioni no-profit, è quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti operati ad un tumore mammario dopo l’operazione, attraverso il movimento, l’attività fisica.

Il progetto partirà a novembre 2019, ed avrà una durata di 3 anni. Per i primi due mesi gli esperti recluteranno i pazienti più idonei a partecipare alle fasi successive. I 180 pazienti selezionati verranno divisi in due gruppi, e seguiranno un percorso motivazionale, psicologico ed educativo. Seguiranno, inoltre, un programma nutrizionale. Poi, vi saranno 6 mesi di attività fisica, principalmente esercizio aerobico: 3 supervisionata e 3 non supervisionata. I pazienti verranno sottoposti continuamente ad analisi, ogni 3 mesi per un anno.

Per far ciò ci sarà l’ausilio di un team di esperti, composto da oncologi, senologi chirurghi, cardiologi, medici dello sport, medici e biologi di laboratorio, fisiatri, fisioterapisti, psicologi, psichiatri, dietisti, nutrizionisti, coach motivazionali, esperti dell’esercizio fisico nonché  ricercatori.

Per essere selezionati vi sono dei determinati requisiti fisici, consultabili sui canali ufficiali del progetto. Ovviamente sono esclusi quei pazienti che non sono idonei a praticare attività fisica per problemi di salute e recidive, o che assumono farmaci in contrasto con quanto previsto dal programma.

Autore dell'articolo: Silvia