Salute: un nuovo modo di aiutare le donne che perdono i capelli in seguito al tumore

Grazie ad uno strumento realizzato in Italia, si potrà aiutare e migliorare la vita delle donne che a seguito di un tumore si sono dovute sottoporre a delle sedute di chemioterapia, e che quindi hanno perso tutti i capelli, dovendo necessariamente ricorrere all’uso della parrucca.

Grazie a questo sistema si andrà ad intervenire sulla vita di queste donne, migliorandone l’autostima e favorendo il loro benessere psicologico.

Grande novità in campo medico

Lo studio è stato condotto dall’Istituto Tumori Milano in collaborazione con Salute Donna, e sviluppato da CRLaboratories.

Esso propone un sistema che si basa sull’utilizzo di protesi completamente prodotte in Italia, che andrebbero a sostituire le odiate parrucche.

In seguito all’esposizione alla chemioterapia, si va incontro ad una caduta dei capelli, che essendo una parte del corpo di grande importanza per una donna, può portare a shock e ad un crollo dell’autostima.

Per gli altri fattori causati dalla chemioterapia, come ad esempio le nausee, la stanchezza, il vomito, la diarrea e la stitichezza, si può intervenire andando ad assumere degli appositi farmaci, ma per quanto riguarda i capelli la procedura riguardava la sola possibilità di indossare delle parrucche.

Un’alternativa grossolana è quella offerta dal casco refrigerante per il cuoio capelluto, oppure il ricorso a turbanti e foulard per proteggere la cute del capo.

L’importanza dei capelli

La maggior parte delle persone affette da cancro va incontro alla perdita totale dei capelli, ed è proprio questa una delle cause più temute per chi si sottopone alla chemioterapia.

Questo avviene poiché il trattamento prevede la somministrazione di agenti con antimicrotubuli, inibitori della topoisomerasi, alchilanti, ed antimetaboliti.

La combinazione di questi agenti causa la perdita dei capelli, ma nella maggioranza dei casi si assiste alla ricrescita di questi dopo circa tre o sei mesi.

I capelli possono mostrare dei cambiamenti per quanto riguarda il colore e la struttura, ma questo fattore potrebbe essere una variante temporanea.

Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna Onlus, ha asserito che da sempre sono alla ricerca di una soluzione valida per questo problema, ed in seguito alla collaborazione con l’Istituto Tumori Milano e CRLab, hanno potuto svolgere degli esami nei laboratori bolognesi e hanno trovato un metodo che potrebbe essere una chiave di svolta nel campo oncologico.

Il sistema protesico CNC

In questo studio sono state arruolate ben 21 donne che sono affette da una recidiva di cancro alla mammella e conseguente alopecia causata dalla chemioterapia.

È stata valutata la figura corporea, il benessere psicologico e la soddisfazione relativa all’utilizzo di questo sistema protesico, che si avvale dell’utilizzo di capelli umani non trattati, che vengono inseriti all’interno di una membrana biocompatibile.

Questo processo si avvale di 39 fasi, ed è realizzato con metodi che ne rispettano la traspirabilità, la resistenza, la longevità e la qualità.

Secondo i risultati il lavoro svolto è ottimale: si ottiene una buona qualità del capello ed un conseguente aumento dell’autostima della donna.

Il paziente torna quindi al centro dell’attenzione medica e si sviluppa un senso di continuità con la propria immagine.

Autore dell'articolo: Silvia